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Fabiano Braccini

Poesia vincitrice del Premio De Pisis al Concorso "Il giunco - Città di Brugherio" 2008

ATMOSFERE PADANE

All'albeggiare del primo mattino
dai fossi ricolmi d'acqua
-paradiso di rane-
evapora una nebbiolina ovattata
che sale non tanto, ma quanto basta
a occultare i profili bassi delle siepi,
le chiome dei salici cadenti
e i filari dei pioppi
nel disegno ordinato dei campi.

Ogni immagine traspare appena
-come sospesa-
in un silenzio di riposo e di attesa.

Soltanto un merlo
(o una civetta sonnolenta, forse)
scappa in un volo sbandato,
privo dell'orientamento di fronde
e steli conosciuti:
fende con le ali quella bambagia
e per qualche momento
lascia
un sottile percorso d'aria pulita.

Tutto ritorna poi, piano piano,
quieto e indefinito:
sopito nell'uniforme velo di bruma.

 

L'ASSENZA

Sul libro
ancora l'impressione delle dita
che sfogliano lentamente
le pagine
e la delicata immagine
del suo sguardo assorto
che su una frase
si sofferma, raccolto, più a lungo.

Nel caffè della mattina
pare aggiungere
-con i soliti gesti misurati-
quel poco di zucchero che basta
e con soffio leggero
sembra poi
volerne stemperare il bollore.
Un contatto appena di labbra
è effimera traccia
sul margine della tazzina.

A ogni pur pallido raggio di sole
traspare nella stanza
la linea d'ombra del suo profilo.
E le orme dei passi
sul velo di polvere del pavimento
illudono per un attimo
che sia solamente provvisoria
la sua assenza.

 

MOMENTI

Mille anelli fanno una vita:
sono gli istanti portati dal tempo
attimi brevi… e non tornano più.

Momenti
con gli occhi bagnati
da un velo di pianto,
momenti
col viso disteso in un lieve sorriso.

Momenti
aspettati, arrivati, svaniti:
come nuvole prese dai venti.

Momenti
di labbra sfiorate
dal soffio leggero di un bacio.
Momenti di sogni
sbocciati al quieto tepore del sonno.

Momenti d'amore,
di gioia e dolore:
fanno una vita… e non tornano più.

 

UNA SERA DI TANTE SERE
(inverno: un bar di periferia)

Mano sul bicchiere già vuoto,
sguardo perso
verso chissà quali visioni lontane,
stanchi pensieri aggrappati
-come edera al muro-
a vane illusioni mai divenute realtà.

La porta del bar
si apre e si chiude al freddo di fuori
ripetutamente:
è gente che cerca calore in un caffé
e in qualche rara parola.
Poi se ne rivà, senza un saluto.

Un'altra giornata è ormai trascorsa:
gli alberi nella bruma del viale
hanno lasciato cadere foglie e vita.
Lunga, infinita, sembrerà la notte
priva di sogni
e senza una scintilla che l'accenderà.

 

RITRATTO DI SIGNORA

Dipingimi con tratto elegante
-tu che sai-
occhi intensi che mirano lontano
e un sorriso morbido,
soffuso lievemente di malìa.

Pittura nell'ovale del mio viso
-senza troppo marcare-
labbra che si atteggiano al bacio
e un filo appena di seduzione
che sia garbata, non volgare.

Disegnami un corpo armonioso
-come di sirena-
snello ma non proprio magro,
che sinuoso si adagi
a modellare la veste leggera.

Se vuoi, ritrai giù sullo sfondo
-con la tua maestria-
l'atmosfera più suggestiva
di una limpida sera di primavera
coi riflessi rosa del tramonto.

Alla mia mano, poi,
dai la posa di un saluto.
Che non sembri però un addio,
perché io vorrei lasciare
-a chi domani sosterà a guardare-
la migliore immagine di me:
una delicata impressione
del mio amore di vivere la vita
e la sensazione
di una interiore, pacata serenità.

 

SENTIERO DI LUCCIOLE E LUNA

Di fiori chiusi nel manto soffice dei prati
è questa notte:
di grilli il canto, orme di lepri.
Le stelle lontane e un algido pallor di luna
nel silenzio mi orienteranno.
Sarò da te prima che nasca il sole,
con l'erba ai piedi fresca della brina.

Nel mistero del buio ti cercherò paziente
(fiammelle di lucciole, sguardi di gufo).
Non troverò né impronte né rumori,
ma labili scie di odori:
la tua pelle soltanto mi sarà di guida.
Seguirò il fluire armonioso dei capelli
e il tuo respiro nell'ansia della corsa.

Il profilo dei fianchi e il petto pieno
scostano appena steli, rami e fronde,
ma segnano precise la tracce di un sentiero.
Esausta ti fermerai forse tra poco
rapita dall'incanto del riposo.
Desiderio, attesa, pausa del tempo:
il tuo muover di ciglia lieve suono.

Quando l'alba svelerà adagio
il suo chiarore
resterò con te negli occhi e nelle labbra:
anelito di vita, nostalgia struggente,
amore mai raggiunto che mi sfugge ancora.
Seducente magia, attimo che vola:
un'emozione, un soffio, … un niente!