CLICCA QUI PER LEGGERE IL CURRICULUM

Nicky Di Paolo

Massaua di notte

Caldo, molto caldo.

Incredibile piatta del mare eritreo.

Luci iridescenti del Trocadero

disegnano senza sosta arabeschi lievi sul mare.

Anche noi due, ebbri di tropico.

distesi nudi sulla sabbia ,

cambiamo continuamente di colore

---------

GHINT
Scorpione del Corno

Romanzo

INTRODUZIONE

Ogni paese ha i suoi scorpioni. In Italia, ad esempio, non esistono scorpioni velenosi e al massimo, se disturbati, questi animaletti, con il loro pungiglione, possono causare una reazione simile a quella indotta da una puntura di vespa. Con due doverose precisazioni: la prima riguarda, per chi è stato punto, la possibile ipersensibilità al veleno iniettato e in tal caso il malcapitato può presentare serie reazioni locali e generali; la seconda è la speranza che il poveretto non sia un cardiopatico, altrimenti rischia di morire di paura. In tutto il mondo, infatti, con le dovute eccezioni, l'uomo ha un terrore primordiale verso gli scorpioni, un incubo atavico, lungi dall'essere razionalizzato.
Sta di fatto che tutti gli scorpioni della terra, se non sono molestati, non fanno del male all'uomo, o per lo meno non provocano danni tali da riuscire a spiegare tanta ripugnanza. Come tutti i ragni, alla cui famiglia appartengono, gli scorpioni aggrediscono solo per difendersi; cercano, in genere, di evitare incontri con soggetti più grandi di loro mimetizzandosi nell'ambiente e rendendosi invisibili, oppure dandosela a gambe. E allora? Cosa significano gli isterismi che di solito si manifestano laddove si stani involontariamente uno scorpione? Non si sa molto al riguardo. Una cosa è certa: andando molto a ritroso nel tempo si scopre che alcuni popoli antichi già temevano e odiavano questi animali.
E'quindi una paura la cui genesi va ricercata nella preistoria.
Un dato che provoca sconcerto è che lo scorpione terrestre non ha mutato nei millenni il suo aspetto. In barba alle teorie evoluzionistiche è rimasto tale e quale da oltre 250 milioni di anni: in questo enorme lasso di tempo in cui da una scimmia, una lentissima evoluzione ha dato origine all'uomo, l'aspetto dello scorpione non è variato neppure nei particolari. Era scontato quindi che la mitologia tenesse in grande considerazione questo animaletto, tanto da dedicargli un'intera costellazione.
Lo scorpione è un animale predatore, fornito di una superba corazza, di sofisticati sistemi sensoriali e di apparati offensivi efficienti e per questo sempre pronto allo scontro. E' possibile che l' aspetto aggressivo e bellicoso sia la vera e unica ragione del rigetto dell'uomo verso questo piccolo essere?
La nostra opinione è che debba esserci qualcosa d'altro.
Di questi minuscoli animali ne sentiamo parlare dalla mattina alla sera: manipoli di soldati specializzati in azioni rapide e violente, gruppi musicali che suonano un rock duro, film dell'horror, narrativa del genere "nero", metodi di tortura, tutto ciò che di più orrendo genera la mente umana ha nel suo contesto lo scorpione come emblema del male, come immagine infernale, come mezzo per esprimere i più bassi e sanguinari impulsi, come negazione della pietà, come incitamento alla violenza. La storia passata e quella attuale sono ricchissime di simbologie che usano lo scorpione e che sono rimaste da migliaia di anni sempre uguali.
Eppure il veleno degli scorpioni non racchiude in se quella forza necessaria a mantenere nell'immaginario collettivo la triste fama di questi strani esseri. E' un veleno che varia nella sua composizione e tossicità; talvolta induce forti malesseri, ma molto raramente è mortale per l'uomo: quello eritreo è più nocivo di quello europeo, ma non cambia nulla o quasi nel rapporto uomo-
scorpione.
Anche nell'inconscio degli abitanti del Corno lo scorpione esiste come istinto del male, come
entità malvagia e maledetta; eppure la sua puntura non è letale neppure laggiù e il veleno, più tossico di quello europeo, è neutralizzato da una maggior prudenza.
Questo libro non vuole aggiungere nulla di nuovo sugli scorpioni: di loro si è detto tutto o quasi. L' aspetto che ci interessa è cercare di interpretare la pulsione umana verso lo scorpione, di comprendere cosa possa aver condizionato così profondamente l'immaginario collettivo e di tentare di porre uomo e scorpione su uno stesso piano, il tutto elaborato per essere presentato in forma di romanzo.
Questa volta mi sono lasciato ghermire dalla fantasia e tutto ciò che è ho narrato in queste pagine è irreale, ma saldamente ancorato a dati di fatto oggettivi; in altre parole non c'è nulla di vero in quanto ho scritto, ma niente vieta che prima o poi "tutto" possa accadere.